Il Nettuno di Lione. Archeologia a Lugdunum, "lo specchio di Roma" in Gallia

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©photo: Louison Desforêts / Lugdunum – Musée et théâtres romains
10/03/2026
Museo di Roma,

Sala Tenerani

Conferenza nell’ambito di Roma Racconta…Con Delphine Cano, Lugdunum-Musée et théâtres romains, Métropole de Lyon e Anna Maria Rossetti, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Il Nettuno di Lione, che dal 5 febbraio al 7 giugno 2026 sarà esposto presso il Museo di scultura antica Giovanni Barracco, è una delle più grandi statue bronzee dell’antica Gallia e si lascia notare per l’esclusiva adozione di un’iconografia squisitamente greco-romana, priva di eclettismi, pur tanto frequenti nella scultura e nell’arte delle province romane. Allo stesso tempo, i tratti stilistico-formali ne tradiscono la natura di lavoro di un atelier locale e non importato dall’Italia o dalla Grecia. 
Un’opera ricca di spunti, dunque, da indagare nei suoi aspetti diversi, storico-artistici (in riferimento all’arte romano-provinciale), tecnici (in riferimento alla tecnica bronzistica antica) e iconografici (in riferimento all’immagine del Nettuno romano, assimilata a quella del greco Posidone). 
Non meno significativa è la funzione di questo dio in quanto protettore e signore “delle acque”, ma non precipuamente delle distese marine come presso Greci e Romani, bensì delle acque interne, delle acque dolci. Suggestivo, al riguardo, è il luogo della scoperta: la statua venne ripescata nel Rodano nel 1859, nel tratto in cui il fiume attraversa la città di Lione, quasi a ribadirci il legame del dio col mondo acquatico fluviale; un legame da comprendere alla luce della peculiare funzione di questa figura divina nella religiosità e nel culto ad essa dedicato in ambiente celtico.
Grazie alla presenza di un funzionario del museo Lugdunum – Musée et théâtres romains, Delphine Cano, avremo l’ulteriore opportunità di approfondire il contesto di provenienza della statua, ovvero l’antica Lione, la romana Lugdunum, colonia fondata nel 43 a.C. Capitale della provincia della Gallia Lugdunensis e principale centro economico delle province galliche, ancora oggi monumentali aree archeologiche e vestigia diverse ne testimoniano l’antico splendore. 
Non meno significativo è il contesto attuale di conservazione del Nettuno: la ricchissima collezione del museo lionese. Sculture marmoree e bronzee, mosaici, affreschi, epigrafi – anche monumentali – splendidi vetri e molto altro, ci consentiranno di completare il quadro storico e storico-artistico dell’antica Lugdunum, alla luce del quale ammirare la statua del Nettuno.

Delphine Cano est historienne et conservatrice en chef du patrimoine, responsable du service scientifique de Lugdunum-Musée et théâtres romains depuis 2020. A ce titre, elle a la charge, avec une équipe d’une quinzaine de personnes, des collections du musée, de ses expositions temporaires et permanentes, de la conservation et valorisation des vestiges archéologiques ainsi que de la documentation scientifique. Elle a enseigné l’Histoire dans les universités Paris I Panthéon-Sorbonne et Paris X-Nanterre. Elle a dirigé la Conservation départementale des Musées de l’Ain entre 2009 et 2020, où elle a mené notamment la rénovation du Musée d’Histoire de la Résistance et de la Déportation de Nantua.

Anna Maria Rossetti, funzionario responsabile del Museo di scultura antica Giovanni Barracco. Laureata e specializzata in archeologia classica presso Sapienza Università di Roma, assegnista di ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa in archeologia classica, ha collaborato a vario titolo, tra gli altri, con la Soprintendenza archeologica di Roma, il Deutsches Archäeologisches Institut Roms, Sapienza Università di Roma.  In numerosi contributi e progetti scientifici si è occupata principalmente di scultura antica; è tra gli autori di importanti cataloghi di raccolte scultoree, quali le antichità di Palazzo Colonna e il Museo dell’Appia antica presso il Mausoleo di Cecilia Metella. Ha pubblicato il Regesto di un volume del Fondo Orsini presso l’Archivio Storico Capitolino.

 

Immagine in alto ©photo: Louison Desforêts / Lugdunum – Musée et théâtres romains

 

Informazioni

Place Museo di Roma
Opening hours

Martedì 10 marzo 2026
ore 16.30

Entrance ticket

La partecipazione alla conferenza in presenza è libera fino a esaurimento dei posti disponibili. 
È consigliata comunque la prenotazione allo 060608
, entro le ore 19.00 del giorno antecedente la conferenza. In caso di disponibilità le persone possono aggiungersi anche il giorno stesso sul posto.
I prenotati sono invitati a presentarsi entro le ore 16.15. Non è garantito l’accesso alla conferenza a coloro che arriveranno dopo le 16.30.
L’ingresso è gratuito ed è possibile solo dopo aver ricevuto da parte dell’accoglienza un bollino o un badge identificativo.
Si specifica che l’ingresso è gratuito solo nell’area prevista per la conferenza.  Il museo e le mostre potranno essere visitati previa esibizione del biglietto di ingresso secondo  tariffazione vigente

Information

Tel 060608 attivo tutti i giorni 9.00-19.00
Massimo 60 partecipanti
 
Modalità di annullamento per i prenotati
In caso di impossibilità a partecipare all’attività prenotata, è necessario comunicare la disdetta tramite email al seguente indirizzo: disdetta.visite@060608.it (dal lun.al giov. ore 8.30 – 17.00/ ven. ore 8.30 – 13.30). In alternativa, è necessario chiamare il Contact Center 060608 (attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00)

Organizzazione: Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura

Type
Meeting

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